Scrivere del progetto-evento “Ritorno al futuro – 60 anni di Odin Teatret” mi aiuta a fare chiarezza tra le tante immagini, persone ed emozioni che questa esperienza immersiva mi ha lasciato nel cuore e nella mente.
Come Responsabile Centro Studi della UILT Molise ho organizzato, pensato, discusso, immaginato, risolto problemi, incontrato colleghi, fatto riunioni in presenza e a distanza per circa un anno con l’obiettivo di portare a casa nel migliore dei modi l’avventura in cui ci eravamo buttati.
La squadra di lavoro è stata fondamentale, partendo da Presidente, Segretario e Responsabile Centro Studi del Nazionale fino agli omologhi delle tre Regioni coinvolte (Basilicata, Molise e Puglia).
Durante gli incontri preparatori sentivamo che le difficoltà erano tante perché si trattava di organizzare un piccolo viaggio (metaforico e concreto) tra le nostre regioni, ospitando artisti di eccezione… io avevo conosciuto il loro lavoro solo grazie allo studio e alla frequentazione degli spettacoli. Mai mi sarei immaginato di parlare con Julia Varley prima del suo spettacolo o di pranzare assieme ad Eugenio Barba chiacchierando amichevolmente.
Molto del lavoro è stato svolto mettendo insieme le forze economiche e logistiche delle tre Regioni, il coinvolgimento dei soci ci ha preso molte energie perché era necessario tenere insieme tante persone che in un modo o nell’ altro erano coinvolte nel progetto.

Il programma era diviso in due fasi: i primi due giorni un laboratorio di Julia Varley sull’ uso della voce ed una lezione teorico-pratica di Eugenio Barba presso Castellana Grotte, nella sede della compagnia Grocà, mentre l’ultimo giorno lo spettacolo “Compassione – Tre panorami di speranza in primavera” presso il Teatro Savoia di Campobasso.
Il laboratorio prevedeva una serie di esercizi e improvvisazioni che hanno coinvolto il grande gruppo presente. Ci si è ritrovati a cantare, scherzare, guardarsi tra perfetti sconosciuti. Tutti erano presi dal lavoro e dalla semplicità con cui l’attrice dava indicazioni ad ognuno per migliorarsi e trovare la propria voce. A me personalmente sono rimaste scolpite nel cuore molte frasi che mi ha detto e ne sono molto grato.
La lezione teorico-pratica ci ha portati a concentrarci sul corpo e sui suoi automatismi, un lavoro attoriale molto fine… abbiamo provato a svelare e a costruire nuove modalità per preparare una partitura di gesti molto semplice ma che ha richiesto concentrazione ed immaginazione.
Lo spettacolo è stato davvero il gran finale. Portare un lavoro del genere nel nostro territorio era una scommessa grande, ma avevamo accettato la sfida. Quando le tante persone hanno iniziato ad accalcarsi fuori il teatro sentivamo di avercela fatta. “Compassione” ci ha stregati e portati in un altro mondo con una potenza ed una essenzialità che ha lasciato a bocca aperta.
C’è da dire che per me è stata la prima esperienza da Responsabile CS nell’ organizzare qualcosa di così delicato ed importante come i festeggiamenti dei 60 anni dell’Odin Teatret nella nostra regione.
Una volta immersi in questo flusso di magia, energia e bellezza, però, tutta la fatica e le preoccupazioni legate agli aspetti organizzativi si sono trasformate in meravigliosi sorrisi e in grandi soddisfazioni.
Abbiamo ricevuto tanti complimenti e apprezzamenti, molte persone hanno conosciuto la UILT, in tanti si sono avvicinati alle nostre attività, noi siamo cresciuti e questo successo ci ha dato la carica per continuare ad organizzarne altri ancora più complessi.
Si è aperto un importante canale di collaborazione con la Fondazione Barba-Varley, una comunione di intenti e di visioni che ci fa sentire molto supportati e sulla strada giusta.
Sono venuti a trovarci tanti amici della UILT da altre regioni, è stato emozionante fare da padroni di casa per un evento così bello e significativo, una forza che si alimenta della passione e della voglia di proporre teatro di qualità!
Questa esperienza ci ha lasciato il segno, tanto che da qui è nata la possibilità di organizzare un piccolo grande Festival di Teatro di Comunità, il primo nella nostra Regione.
Con questi progetti viene fuori più che mai quanto non sia importante solamente lo spettacolo o il laboratorio che vengono proposti, ma anche (e forse sempre di più) le modalità con cui vengono organizzati.
Se c’è un lavoro veramente collettivo ed orizzontale dietro la riuscita di un evento si percepisce nell’ aria, si vede sui volti di chi si sta impegnando per portare a casa il risultato nel migliore dei modi, si ascolta dalle parole di chi decide di partecipare.
Ci tengo a sottolineare questi aspetti perchè la UILT insegna come poter fare bene le cose insieme. Sul nostro territorio stiamo collaborando con tante realtà che appartengono a mondi anche molto lontani e tutti sono sempre colpiti e travolti dall’ energia e la professionalità che mettiamo nelle nostre attività.
“Ritorno al futuro – 60 anni di Odin Teatret” è stato un punto di arrivo e un punto di partenza, uno di quei terremoti che smuovono le fondamenta e fanno destare anche i più distratti, qualcosa che ha fatto dire a molti “Ah, ma allora anche qui si può fare!”.
Ecco, noi speriamo di continuare a creare questo stupore e a far tremare un po’ di coscienze, che forse ce n’è tanto bisogno!