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Un luogo nel quale idee e parole si incontrano

Nel mio blog raccolgo racconti delle mie esperienze come attore e come formatore teatrale, vi parlo dei miei progetti teatrali e condivido riflessioni sul teatro sociale e sull’arte in generale. Lo considero uno spazio in cui scambiare opinioni e diffondere cultura.

Ha ancora senso il Teatro?

Ha ancora senso il Teatro?

Spunti e Riflessioni aperte che non cercano risposte

Quando ho iniziato a fare teatro a livello amatoriale come attore non immaginavo potesse diventare un "lavoro vero". Mi portavo dietro un pesante retaggio culturale abbastanza tipico delle cittadine di provincia per cui "con l'arte non ci mangi".
Non vorrei mai generalizzare un argomento che si è prestato e si presta ad infinite interpretazioni, tutte lecite e tutte diverse.
E questa è una delle qualità più belle del fare teatro, la legittimazione della diversità. Il teatro sociale che pratico è un tentativo di stare al mondo.
Ciò che faccio è creare momenti, incontri e situazioni extra-quotidiani densi di significato e ad alto contenuto simbolico che possano essere d'aiuto e da stimolo per i partecipanti alle attività.
Ho così introdotto delle parole molto care a chi si occupa di teatro, e non solo... simbolo, extra-quotidiano, partecipanti.
Ne aggiungo un'altra e avremo un quadro quasi completo: rituale.
Sono dell'idea che noi tutti abbiamo bisogno di rituali, laici e divertenti, che ci riconnettano con le nostre parti più indifese e fragili, le quali possano trovare spazio ed accoglienza in un gruppo di altri che si mettano in gioco (ecco un'altra parola) per dare corpo, voce, respiro alle potenzialità inespresse e concedersi libertà creative mai (o quasi) esplorate.
Questa, sinteticamente, la mia visione di teatro sociale che sia emancipatorio per le persone, di qualsiasi età, provenienza, genere o credenza religiosa.
E così, torniamo alla legittimazione delle differenze che "offre" la pratica teatrale.
Si è lì, in gruppo, in un ambiente fisico (o magari virtuale, perché no?), in un tempo diverso da quello ordinario tutti insieme per creare.

L’ obiettivo è far nascere qualcosa, che sia uno spettacolo, un'emozione nuova, un canto che ci appartenga, una certa idea del mondo, un dipinto gigantesco o un po’ di benessere in più.

  • È un teatro umile, che vuole stare tra le persone e non si va a rinchiudere nei luoghi deputati alla Cultura.
  • È un teatro utile, perché fornisce strumenti e attrezzi a chi non ha avuto le risorse per costruirseli da sé.
  • È un teatro facile, a cui non piace lo snobismo né l'elitarismo o la competitività del professionismo a tutti i costi.
  • È un teatro aperto, dove davvero incontrare l'Altro e guardarlo con occhi diversi, meno invadenti del solito e più disponibili a lasciar intravedere la magia dell'umanità che ci portiamo dentro.
  • È un teatro in cui si gioca, ci si rincorre, si danza, si urla, si leggono poesie, si piange, ci si abbraccia, ci si sfoga, si creano personaggi e si smontano le maschere, ci si conosce e ci si innamora, si riflette e si ride.